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"Minaccia di tagliarmi la gola e condivide le idee di Salvini". Laura Boldrini querela il suo hater

hater

"Da leone da tastiera a coniglio in fuga. Il signore che minaccia di tagliare la gola a me e a Saviano fa l'odontotecnico, vota e sostiene Matteo Salvini, condivide con lui idee, valori e modalità di espressione, aggressive e violente. Ma c'è un'altra cosa ancora che li accomuna: quando si trovano di fronte alle loro responsabilità tendono a scappare perché incapaci di gestire le situazioni che creano con le loro sparate. Leggete questo articolo, adesso il leghista chiede scusa per paura che io lo denunci. Come accaduto a quanti mi hanno riservato minacce e insulti, anche lui sarà querelato. #risorseSalviniane". 

Lo scrive su twitter Laura Boldrini, ex presidente della Camera allegando un articolo di Repubblica Torino che fa riferimento ad un odontotecnicodel capoluogo piemontese che sempre su twitter aveva scritto, poi cancellandolo, "tagliamo la gola a Boldrini e Saviano".





La dichiarazione della ex Presidente della camera avviene a distanza di di pochi mesi da una sentenza importante: otto mesi al sedicente «esperto» che ha perseguitato con messaggi, insulti e video Silvia Bencivelli de La Stampa

La sentenza - spiega il quotidiano - è di quelle storiche, capaci di creare un precedente. Segnando, forse, anche un cambio di rotta, in tempi in cui odio digitale ed esacerbata violenza verbale impediscono troppo spesso un pacato e civile dialogo online. Il blogger Rosario Marcianò, noto come «esperto» di scie chimiche e punto di riferimento di varie correnti complottiste italiane, è stato condannato a otto mesi di carcere per diffamazione a mezzo web nei confronti della giornalista Silvia Bencivelli. La vicenda, cominciata nel 2013 proprio sulle pagine di Tuttogreen della Stampa con un articolo intitolato «Scie chimiche, la leggenda di una bufala», ha avuto lunghi e velenosi strascichi, arrivando però, anche un po’ inaspettatamente, alla sperata conclusione.

Otto mesi di carcere per diffamazione a mezzo web. E non è finita: il pm ha ravvisato nei fatti anche gli estremi per un’accusa di minacce, che costituirà il fulcro di un altro processo.
Insomma, qualcosa si muovendo in difesa delle vittime di questi "leoni da tastiera". Dovranno capire, con le buone o con le cattive, che su Web reati come la diffamazione sono ancor più gravi perché commessi in una piazza "pubblica" che aggrava la posizione del reo.


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